
Editore: Fermento
Anno di pubblicazione: 14 settembre 2026
Formati disponibili: Print + Ebook
Numero pagine: 143 pagine
ISBN cartaceo: 979-12-5805-045-9
Sinossi
Che cos’è la conoscenza? Teeteto è giovane, intelligentissimo e destinato a diventare uno dei grandi matematici del suo tempo. Quando Socrate gli pone la domanda, prova dapprima a indicare le discipline che conosce. Ma Socrate intende qualcosa di molto più difficile: non esempi di conoscenza, bensì ciò che rende ogni conoscenza autenticamente conoscenza.
Comincia così una delle più affascinanti indagini di Platone.
Dopo un intero dialogo dedicato alla difficoltà di distinguere sapere, percezione, opinione e verità, Socrate sta per essere giudicato da uomini che saranno costretti a decidere se sanno abbastanza per condannarlo. Perché il problema non è quante cose sappiamo, ma quante cose che non abbiamo ancora davvero capito crediamo di sapere.
Questa edizione Fermento propone il Teeteto in una nuova traduzione in italiano moderno, pensata per consentire soprattutto a studenti e lettori contemporanei di seguire direttamente la voce di Platone senza lo schermo di una lingua inutilmente distante. La traduzione è accompagnata da un apparato approfondito e funzionale: introduzione, contesto storico e filosofico, guida completa alla struttura, guida ai temi, questioni interpretative, annotazioni sviluppate e un saggio originale che propone un approccio non convenzionale al rapporto fra conoscenza, certezza e processo di Socrate.
I tre motivi per leggerlo oggi con Fermento
► PERCHÉ FINALMENTE IL RAGIONAMENTO DI PLATONE SI PUÒ SEGUIRE SENZA DOVER PRIMA TRADURRE LA TRADUZIONE – L’italiano moderno rende più naturali domande, risposte, esempi e confutazioni mantenendo intatta la precisione filosofica del testo.
► PERCHÉ L’APPARATO NON SOSTITUISCE IL DIALOGO: AIUTA A LEGGERLO – Struttura, temi, domande e annotazioni accompagnano il testo nei punti difficili e mostrano come ogni problema nasca dal precedente, così che anche uno studente possa comprendere il percorso e non soltanto ricordarne le formule.
► PERCHÉ PLATONE FA UNA DOMANDA CHE UTILIZZIAMO OGNI GIORNO SENZA QUASI MAI PORCELA – Quando diciamo "lo so", che cosa distingue davvero il sapere dal vedere, dal ricordare, dall’avere ragione o dal ripetere una spiegazione convincente?